SIMONE DE BEAUVOIR

L’altra figura importante all’interno della triade esistenzialista francese è proprio la compagna di Jean Paul Sartre, la quale, oltre ad essere un’attiva saggista e scrittrice, è considerata la madre del femminismo, vista la sua scelta di consacrare la propria vita alla causa dell’emancipazione della donna.

BIOGRAFIA

Nata nel 1908 a Parigi da una famiglia di grandi borghesi, assume fin da subito le caratteristiche di una ragazza anticonformista: si laurea alla Sorbona ed ottiene l’idoneità all’insegnamento della filosofia; nel corso della sua vita sceglie di non sposarsi. Nel 1929 conosce colui che sarà il suo compagno di vita e di lotta politica, Jean Paul Sartre, e dall’anno seguente insegnerà a Marsiglia, Rouen e Parigi, dove lavorerà fino al 1943. Col compagno filosofo viaggia in tutta Europa, e viene a contatto con la cruda realtà della sua epoca: franchismo, nazismo e fascismo stavano affermando la propria egemonia nel panorama sociale ed era impossibile non sentirsi coinvolti. Durante l’occupazione tedesca di Parigi, Simone affianca Sartre nella resistenza e dirige la radio collaborazionista di Vichy. Dopo la guerra lavorerà alla rivista politica Les Temps Modernes e continuerà a viaggiare, anche oltreoceano. Alla fine degli anni ‘40 e nel corso degli anni ‘50 Simone pubblica numerosi saggi, tra i quali L’esistenzialismo e la saggezza delle nazioni (1948), Il secondo sesso (1949), La lunga marcia (1957), nei quali affronta i temi della filosofia come dimensione inalienabile dell’essere umano, le cause dei miti ancestrali femminili e l’avvento del comunismo in Cina. Dunque un approccio a tutto tondo delle tematiche principali della sua epoca.


Inoltre, man mano che la sua fama di donna engagée si diffonde in tutto il mondo, scriverà altrettanti romanzi ( Il sangue degli altri, 1945; I Mandarini, 1957; Le belle immagini, 1966) e un’autobiografia in divenire, i cui quattro volumi verranno pubblicati in epoche differenti.


IL PENSIERO FILOSOFICO

Il pensiero filosofico di Simone De Beauvoir è intriso di idee esistenzialiste che condivide col compagno ma verte soprattutto verso l’analisi del ruolo socio-culturale della donna: se Sartre diceva “L’esistenza precede l’essenza”, lei rispondeva con “Non si nasce donna, lo si diventa”. Ecco spiegata la particolare attenzione per le strutture sociali, i miti e i tabù, la cultura e l’educazione che riguarda il mondo femminile: come largamente affrontato nei due volumi de Il secondo sesso, la donna, per essere tale, deve ribellarsi ai costrutti culturali secolari, deve assumere la sua indipendenza per poter scegliere il proprio destino. Detto in altre parole, la De Beauvoir applica l’esistenzialismo all’emancipazione femminile, sostiene il marxismo e afferma la necessità di affrontare le ambiguità, l’Assurdo della vita, apprezzandola nella sua interezza. Anche lei, in linea con Sartre e Camus, rifiuta la morale religiosa, e la sostituisce con l’etica esistenzialista, affermando che ognuno è libero e capace di condurre la vita attraverso le proprie scelte.


Attivista nel movimento studentesco del 1968, la De Beauvoir continua anche in vecchiaia la propria attività intellettuale e il suo impegno nelle cause sociali: nel 1971 firma Il manifesto delle 343, la dichiarazione di 343 donne francesi che affermavano di avere avuto un’interruzione volontaria di gravidanza, come mezzo di disobbedienza civile alla legge antiquata sul divieto dell’aborto. Simone dedicherà gli anni successivi alla stesura della propria autobiografia e della cronaca degli ultimi anni di Sartre, La cerimonia degli addii (1981). Morirà nel 1986 e verrà sepolta accanto al suo compagno di vita nel cimitero di Montparnasse.


MAPPA E LINK AL QUIZ

Proponiamo adesso una mappa concettuale sull’opera Il secondo sesso di Simone de Beauvoir e un breve quiz online a risposta multipla: entrambi i materiali sono disponibili sia in italiano che in francese.

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